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Sembra
un castello del buon tempo antico Che innanzi al mar . . . . . . s'aderga E par che a vigilar contro il nemico La torre s'erga (Giov. Grimaldi-Grosso) |
| Archeologia |
Per
la sua straordinaria posizione geografica è stata testimone di
grandi eventi storici e di grandi leggende. Base strategica di incontestato
valore per i popoli che si contendevano il predominio del mare. I Fenici
si insediarono qui quasi subito nel lato nord-orientale dell'isola (Cala
S. Nicola). Del villaggio restano tracce di un cospiquo insediamento con
grotte di abitazione, grotte di uso sacro e tombe. Un'altra
passeggiata piena di spunti è quella archeologica. Non sarà difficile
trovare una guida locale. Nella zona est dell'Isola si insedierano le
prime tribù paleolitiche, ne restano tracce nelle grotte vicino la cala
S. Nicola che dovette essere per secoli il porto dell'Isola. Nei pressi
si scorgono i resti di una specie di piscina di epoca romana, denominata
"il bagno delle donne", scavata nella roccia calcarea che riceveva acqua
dal mare mediante un condotto sotteraneo. Nel lato ovest dell'Isola, su
monte S. Caterina, alle spalle del Faraglione si apre la grotta più interessante
e più suggestiva, è quella delle Uccerie o delle Stalattiti. Vi si accede
da uno strettissimo cunicolo e si scende in una vasta caverna sotteranea
dove milioni anni hanno ricamato un'imponente cattedrale di Stalattiti.
Sul versante nord-est della montagna sono di notevole interesse i graffiti
di alcune iscrizioni puniche, accopagnate da raffigurazioni di pesci,
della grotta del Pozzo e della grotta della Ficarra, le quali succesivamente
diventarono luoghi di culto cristiano; ne sono testimonianza i graffiti
rappresentanti la croce, rinvenuti in ambedue le grotte. Per
gli amanti di questo tipo di escursione è indispensabile una visita a
Levanzo (vedia pagina di Levanzo), la più piccola delle Egadi. I collegamento
tra le isole egadi sono continui, quindi è possibile in qualunque momento
della giornata organizzare la gita. Nella grotta-santuario detta del "Genovese"
si potranno ammirare i rari graffiti di epoca paleolitica e neolitica,
testimoni di una comunità dedita alla caccia e già allora alla pesca del
tonno (vedi Mattanza). Sono raffigurate anche danze tribali simboli di
rituali magici. Per gli amanti di questo tipo di escursione è indispensabile
una visita a Levanzo (vedia pagina di Levanzo), la più piccola delle Egadi.
I collegamento tra le isole egadi sono continui, quindi è possibile in
qualunque momento della giornata organizzare la gita. Nella grotta-santuario
detta del "Genovese" si potranno ammirare i rari graffiti di epoca paleolitica
e neolitica, testimoni di una comunità dedita alla caccia e già allora
alla pesca del tonno. Sono raffigurate anche danze tribali simboli di
rituali magici. |
La
Storia |
Nel
241 a.C. a largo di Favignana avvenne la battaglia decisiva della prima
guerra punica e la leggenda racconta che Cala Rossa prese il nome dal
sangue versato dai Cartaginesi sconfitti dai Romani. Nei secoli succesivi
Favignana fu presidiata dai Saraceni che vi costruirono numerosi torri
di avvistamento come quella sul monte S. Caterina (montagna Grossa) e
quella sul porto (oramai distrutta). Nel XI secolo Ruggiero II trasformò
le torri saracene in fortilizi e costrui la fortezza di S. Giacomo. Durante
il regno di Aragona nel 1341 vennero impiantate a Favignana due tonnare:
S. Leonardo nella zona dell'attuale tonnara e S. Nicolò. Nel 1637 la Corona
spagnola fu costretta a cedere le isole Egadi ad un nobile genovese come
corrispettivo di un notevole prestito alle finanze locali, il marchese
Camillo Pallavicini. E proprio dai suoi discendenti che Ignazio Florio
acquistò le isole Egadi per farle entrare nella leggenda della florida
"Età dei Florio". |
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